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Sede e Statuto

SEDE

Associazione I Cammini di Francesco - Via Bergamo 43 - 00198 ROMA (RM)



STATUTO:

Art. 1


  E' costituita, ai sensi delle legge 383/00, un'Associazione di promozione sociale denominata “I cammini di Francesco" che persegue il fine esclusivo della solidarietà sociale, umana, civile, culturale e di ricerca etica e religiosa.


Art. 2

L'Associazione ha sede attualmente in Roma, in Via Bergamo n. 43, presso lo Studio Legale Cantilena e potrà istituire sedi secondarie o sezioni anche in altre città d'Italia o all'estero mediante delibera del Consiglio Direttivo.

La sede potrà essere trasferita con semplice delibera dell'Assemblea degli associati.

L'Associazione è disciplinata dal presente statuto e dagli eventuali Regolamenti che, approvati secondo le norme statutarie, si rendessero necessari per meglio regolamentarne specifici rapporti associativi o l’attività.

 L'attività degli associati è svolta a titolo gratuito. E' ammesso il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per lo svolgimento delle attività nei limiti fissati dal Consiglio Direttivo e ratificate dall'assemblea degli associati. L’Associazione, in casi di particolare necessità, potrà assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestazioni di lavoro autonomo.

L'Associazione è costituita nel rispetto delle norme della Costituzione Italiana e del Codice Civile e della legislazione vigente.

L'Associazione, previa delibera del Consiglio Direttivo, potrà adottare le procedure previste dalla normativa per l'ottenimento della personalità giuridica ed il riconoscimento di Ente Morale.


Art. 3


L'Associazione non ha fini di lucro ed è apartitica, autonoma e si ispira agli insegnamenti della Chiesa Cattolica e di San Francesco d'Assisi.

Orienta ed adegua la sua azione ai principi della Dottrina Sociale e del Magistero della Chiesa Cattolica.

L'Associazione si prefigge l’obbiettivo di far conoscere e valorizzare le realtà ed i luoghi che hanno segnato la storia e la vita religiosa del nostro Paese e più in generale dell’intera Europa, favorendone l’equilibrato e sostenibile sviluppo socio-economico sul solco ed in coerenza con il messaggio di San Francesco.

L'Associazione si propone altresì come primo obbiettivo la realizzazione di un progetto che riunifichi la rete dei cammini francescani che, partendo da Rimini e passando per La Verna ed Assisi, conduca fino a Roma.

In particolare l'Associazione si propone di valorizzare operativamente gli oltre quattrocento chilometri di percorsi che da San Leo conducono a  Rieti, scendendo per le vallate in cui si ergono i Santuari di Sant'Igne, La Verna , Greccio e Poggio Bustone, visitando il complesso di Santa Croce in Firenze, il Convento di Monte Casale, la Chiesa di Savorgnano e l'Eremo della Casella, i Castelli di Vallingegno e Montauto, attraversando le cittadine dì San Sepolcro, Città di Castello, Cortona, Umbertide, Gubbio, Foligno, Spello, Trevi, Spoleto e Fontecolombo, i sentieri che attraversano la Romagna, la Provincia di Arezzo, l'Umbria e la via Lauretana ed il nord del Lazio, soffermandosi ad ASSISI, capitale spirituale dei Cammini ed infine volgendosi verso le Basiliche di Santa Maria in Aracoeli e di San Pietro nella Città Eterna.

Il secondo obbiettivo, che rappresenterà il naturale e necessario coronamento degli scopi associativi, sarà l’apertura del progetto alle realtà internazionali come quella del percorso franco/spagnola che conduce a Santiago di Compostela nonché ai luoghi della Terra Santa che hanno visto la profetica presenza di Francesco.

In tali ambiti, l'Associazione promuove attività di solidarietà sociale, quali la valorizzazione e la conservazione dei luoghi artistici e di culto legati alla tradizione francescana, lo studio ed il recupero degli stessi, in conformità al Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al Decreto Legislativo n. 42 del 22 gennaio 2004, la tutela e la promozione della cultura e dell'arte, la diffusione dei pellegrinaggi e del turismo religioso.


Art. 4


Nella attuazione di tale fine l'Associazione potrà pertanto:

- promuovere scambi nel campo della cultura, della scienza, delle arti e delle attività sociali mediante relazioni e convenzioni con istituzioni elettive, gruppi ed associazioni professionali, enti, organizzazioni sociali, università, istituti di ricerca, centri studi. Negli ambiti specifici, s'impegna a sollecitare una cooperazione tecnica, scientifica, economica, culturale, artistica di comune interesse;
- promuovere e organizzare mostre, rassegne, conferenze, convegni, seminari, manifestazioni culturali, spettacoli in genere, nonché festival, viaggi di studio, dì lavoro volontario e turistici curando altresì la pubblicazione di periodici, monografie, documenti, bibliografie, video, filmati e siti internet;
- promuovere gemellaggi tra enti, scuole ed istituzioni europee;
- mantenere rapporti con le Diocesi, gli Ordini religiosi, il FAI, le Regioni, gli Enti Locali,  e Istituzioni in genere;
- organizzare convegni, seminari, mostre, tavole rotonde e altre analoghe iniziative;
- raccogliere e sistemare organicamente atti, documenti, saggi, CD rom, notizie in genere utili alla conoscenza delle finalità sopra indicate;
- promuovere coerenti iniziative di carattere sociale e culturale.


Art. 5


L'Associazione ha carattere volontario e non ha scopo di lucro. I suoi eventuali proventi saranno utilizzati esclusivamente nel perseguimento del proprio scopo istituzionale.

L'Associazione si ispira e si conforma espressamente alle norme di cui al comma 8 dell’Art. 148 del TUIR e del comma 7 dell'Art. 4 del D.P.R. n. 633 del 1972:

- divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell'Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge;
- obbligo di devolvere il patrimonio dell'ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra Associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l'organismo di controllo di cui all'Art. 3 della legge n. 662 del 1996, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge;
- disciplina uniforme del rapporto associativo e delle modalità associative volte a garantire l'effettività del rapporto escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d'età il diritto di voto per l'approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina degli organi direttivi dell'Associazione;
- obbligo di redigere e di approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario secondo le disposizioni statutarie;
- eleggibilità libera degli organi amministrativi. Ogni Associato ha diritto ad un voto e qualsiasi clausola pattizia difforme è nulla.
- sovranità dell'assemblea degli associati o partecipanti, idoneità e trasparenza dei criteri dì ammissione ed esclusione, pubblicità delle convocazioni assembleari, delle relative deliberazioni e dei rendiconti;
- intrasmissibilità della quota o contributo associativo ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte e non rivalutabilità della stessa.


Art. 6


Sono ammesse all’Associazione tutte le persone fisiche e giuridiche che ne condividono gli scopi e accettano il presente statuto e l’eventuale regolamento interno. L’ammissione all’Associazione avviene su domanda scritta dell’interessato e previa accettazione del Consiglio Direttivo

L’organo competente a deliberare sulle domande di ammissione è il Consiglio Direttivo. Il diniego va motivato. Il richiedente, nella domanda di ammissione dovrà specificare le proprie complete generalità impegnandosi a versare la quota associativa.

La quota associativa è fissata dal Consigli Direttivo su base annuale.

Ci sono 3 categorie di associati:

- Associati Fondatori: sono tutti coloro che hanno dato vita all’Associazione;

- Associati Ordinari: sono le persone fisiche o giuridiche, le associazioni, gli Enti e le istituzioni la cui domanda di ammissione è accettata dal Consiglio Direttivo e contribuiscono con la quota ordinaria annuale;

- Associati Sostenitori: sono tutti quei soci che in aggiunta alla quota ordinaria contribuiscono con donazioni, elargizioni e contributi volontari.


Art.7


Gli associati hanno il diritto di partecipare a tutte le attività promosse dall’Associazione.

L’appartenenza all’Associazione comporta altresì l'impegno ad attenersi alle deliberazioni che regolano la vita sociale; comporta inoltre l’impegno a fornire l'apporto di idee, energie, competenze e attività che sono alla base dello sviluppo della vita sociale.

Gli associati sono tenuti inoltre:

- ad osservare il presente Statuto, i regolamenti interni, le deliberazioni adottare dagli organi associativi e a mantenere sempre un comportamento dignitoso ed eticamente corretto;

- a versare nei termini stabiliti annualmente dal Consiglio Direttivo la quota sociale e a comunicare il cambio di residenza e l’eventuale cambio di indirizzo telematico. Gli associati onorari sono esentati dal versamento della quota sociale.

Gli associati, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze e professionalità, presteranno la propria attività professionale a titolo volontario gratuito e senza fini di lucro. 


Art.8


La decadenza dalla posizione di associato si ha in caso di:

a) Dimissione: mediante comunicazione scritta al Consiglio Direttivo;
b) Morosità: in caso di mancato pagamento della quota associativa per oltre due anni, il Consiglio Direttivo può legittimamente escludere l’associato;
c) Indegnità: verrà sancita dal Consiglio Direttivo per gravi atti o comportamenti tenuti dagli associati nei loro rapporti con l’Associazione, con altri associati o con terzi tali da ledere l’immagine dell’Associazione;
d) Decadenza: sarà sancita ai sensi e per gli effetti del procedimento di cui al successivo Art. 9;
e) Reiterata inadempienza: verrà sancita dal Consiglio Direttivo per atti o comportamenti non così gravi da comportare l’indegnità, ma ripetuti nel tempo.


Art.9


PROCEDIMENTO PER L’ESCLUSION E DELL’ASSOCIATO

COMPETENZA DEL CONSIGLIO DIRETTIVO: Promozione dell’Azione e Delibera.

COMPETENZA DEL COLLEGIO DEI PROBIVIRI: Istruttoria, richiesta di archiviazione, richiesta di rinvio al giudizio del Consiglio Direttivo.

COMPETENZA DELL’ASSEMBLEA: Organo di appello.

NOZIONE E CAUSE: l’esclusione dell’associato per cause prescritte dallo Statuto è la massima sanzione che si possa infliggere all’associato e, pertanto, le cause indicate:

- violazione degli obblighi statutari e/o inosservanza di delibere degli organi sociali;
- comportamenti lesivi degli interessi o del prestigio dell’Associazione;
- atteggiamenti scorretti verso l’Associazione o verso gli associati;
- indegnità provata, dopo diffida ed un’ammonizione preliminare;
- morosità.

Vanno intese a titolo tassativo (e non esemplificativo) con esclusione di qualsivoglia analogia.

Ne consegue che il procedimento dev’essere ispirato a principi di garantismo e diritto alla Difesa dell’associato, che trova il suo fondamento nella Costituzione Italiana e nelle Convenzioni Internazionali.

PROMOVIBILITÀ: L’azione esercitata su iniziativa di un membro del Consiglio Direttivo ovvero di 1/3 degli associati, va trasmessa al Collegio dei Probiviri, con la specifica indicazione delle circostanze di fatto, che si addebitano all’associato.

ISTRUTTORIA DI COMPETENZA DEL COLLEGIO DEI PROBIVIRI: Il Collegio dei Probiviri, entro il termine di 40 giorni dalla ricezione della richiesta, esamina le circostanze di fatto, valutandone il contrasto con lo Statuto, assumendo anche sommarie informazioni.

Dopo tale esame, invia all’associato una comunicazione – nel rispetto della privacy – con l’imputazione dei fatti addebitati, assegnandogli un termine di 30 giorni per il deposito di una Memoria Difensiva.

Scaduto tale termine, provvede a completare l’istruttoria, con gli elementi forniti a Difesa dell’associato.

Il Collegio, qualora ritenga che per i fatti addebitati agli associati non si debba promuovere l’azione, richiede al Consiglio Direttivo di Archiviare il caso, in conformità al dettato statutario “l’indegnità deve essere, però sanzionata precedentemente dal collegio dei probiviri”.

In caso contrario – cioè se ravvisasse la fondatezza dell’imputazione – il Collegio trasmette al Consiglio Direttivo la richiesta di promuovere l’azione di esclusione, con motivazione e sintesi dell’istruttoria.

DELIBERA DI COMPETENZA DEL CONSIGLIO DIRETTIVO: Il Consiglio Direttivo – secondo termini e modalità del vigente Statuto- emana la delibera di esclusione o radiazione, che comunica - sempre con rispetto della norma sulla privacy – all’associato, assegnandogli il termine di 30 giorni per l’impugnativa della delibera innanzi all’Assemblea.

Scaduto tale termine, la Delibera diventa definitiva e quindi esecutiva.

IMPUGNAZIONE COMPETENZA DELL’ASSEMBLEA: La Decisione del Consiglio Direttivo può essere impugnata – nel predetto termine di 30 giorni – innanzi all’Assemblea, con funzione di Giudice d’Appello, la quale decide a maggioranza assoluta dei componenti presenti.

PROCEDIMENTO DI ESCLUSIONE DELL’ASSOCIATO PER MOROSITA’.

COMPETENZA DEL CONSIGLIO: Promozione dell’azione, istruttoria e delibera.

NOZIONE: esclusione dell’associato per morosità protrattasi per due o più anni.

PROMOVIBILITA’ E ISTRUTTORIA DI COMPETENZA DEL CONSIGLIO DIRETTIVO:
1. Azione esercitata su iniziativa del Consiglio Direttivo.
2. Comunicazione al socio moroso:

a) dell’inadempimento protrattosi per 2 o più anni;
b) dell’inizio dell’azione di esclusione per morosità;
c) della concessione di un “termine di grazia”, non inferiore a 20 giorni e non superiore a 60 giorni, per il pagamento della morosità;

DELIBERA DI COMPETENZA DEL CONSIGLIO DIRETTIVO: Il Consiglio Direttivo, decorso il termine di grazia, in caso di persistente morosità emana la delibera di esclusione per morosità, che comunica all’associato.

Tutte le comunicazioni all’associato inerenti il procedimento di esclusione per morosità potranno avvenire anche via email, fax, posta elettronica certificata, oltre per raccomandata o raccomandata con ricevuta di ritorno.


Art. 10

Sono organi dell'Associazione:

l'Assemblea degli associati;
Il Presidente;
Il Consiglio Direttivo;
Il Segretario Generale;
Il Collegio dei Revisori o il Revisore unico (se nominato);
Il Collegio dei Probiviri.


Art. 11


L'Assemblea degli associati regola la vita associativa, è sovrana ed è il massimo organo deliberativo dell'Associazione. Quando è regolarmente convocata, rappresenta l'universalità degli associati e le deliberazioni da essa legittimamente adottate obbligano tutti gli associati, anche se non intervenuti o dissenzienti.

L'Associazione è ispirata alla libera eleggibilità degli organi amministrativi, al principio del voto singolo e al principio della sovranità dell'Assemblea degli associati, la quale ha la competenza esclusiva per l’elezione degli organi dell’associazione.

 

Art. 12


L'Assemblea può essere convocata, oltre che dal Presidente, dalla metà più uno degli associati che siano in regola con il pagamento delle quote associative e che, proponendo l'elenco delle materie da discutere, ne facciano esplicita richiesta al Consiglio Direttivo. In tal caso l’Assemblea dovrà essere convocata entro venti giorni dal ricevimento della richiesta.

In ogni caso 1'Assemblea deve essere convocata entro 120 giorni dalla fine di ciascun esercizio sociale, per l'approvazione del rendiconto annuale. L'Assemblea dovrà essere convocata presso la sede dell'Associazione o, comunque, in luogo idoneo a consentire la massima partecipazione degli associati.

La convocazione dell'Assemblea avviene per mezzo di avvisi affissi presso la sede sociale e presso le eventuali sedi operative o sedi secondarie con un preavviso minimo non inferiore a sette giorni.

L'avviso di convocazione deve indicare la data, il luogo e l'ora dell'adunanza e l'elenco delle materie da discutere.

Possono prendere parte alle assemblee e votare tutti e soli gli associati maggiorenni che siano in regola con il versamento della quota associativa annuale.

L'Assemblea ordinaria è validamente costituita, in prima convocazione, con la presenza della maggioranza assoluta degli associati aventi diritto di voto e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. Trascorsa un'ora dalla prima convocazione, l'Assemblea è valida in seconda convocazione qualunque sia il numero degli associati intervenuti e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

  Per modificare l'Atto Costitutivo e lo Statuto occorre la presenza di almeno due terzi  degli associati  in regola con il pagamento della quota associativa ed il voto favorevole della maggioranza dei presenti, sia in prima che in seconda convocazione.

Ogni associato ha diritto ad esercitare un solo voto e ogni e qualsiasi clausola pattizia difforme è nulla. Ogni associato può rappresentare, mediante delega scritta, non più di un altro associato. Non è ammesso il voto per corrispondenza.

L'Assemblea è   presieduta dal Presidente dell'Associazione o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Segretario Generale o dal Consigliere più anziano tra quelli presenti e nomina, tra gli intervenuti aventi diritto di voto, un associato verbalizzante. Il Presidente regola le discussioni e stabilisce le modalità e l'ordine delle votazioni. Se necessario possono essere nominati due scrutatori che, in caso di assemblea convocata per l'elezione del Consiglio Direttivo, non potranno essere scelti tra i candidati.

Di ogni Assemblea dovrà essere redatto apposito verbale firmato dal Presidente e dall’associato verbalizzante. Copia del verbale deve essere messo a disposizione di tutti gli associati con le modalità ritenute più idonee dal Consiglio Direttivo a garantirne la massima pubblicità.


Art. 13


Il Consiglio Direttivo è investito di ogni potere di ordinaria e straordinaria amministrazione per decidere sulle iniziative da assumere e sui criteri da seguire per il conseguimento e l'attuazione degli scopi dell'Associazione.

Nel rispetto del presente Statuto sono espressamente attribuite al Consiglio Direttivo, tra le altre, le seguenti competenze:

1. Convocare l'Assemblea degli associati;

2. Predisporre il rendiconto economico-finanziario annuale da sottoporre all'approvazione dell'Assemblea, riferendo sull'attività svolta e su quella in programma;

3. Deliberare sulle domande di ammissione dei nuovi associati e sui provvedimenti disciplinari e di radiazione;

4. Determinare le quote che gli associati debbono versare annualmente;

5. Predisporre i regolamenti interni;

6. Deliberare sull'istituzione di "Commissioni tematiche"(es. Tecnica,    spirituale, Comunicazione ecc.), designando i componenti chiamati a farne parte disciplinandone altresì il funzionamento;


7. Deliberare sull'istituzione del "Comitato d'Onore", disciplinare il suo funzionamento e designare le personalità chiamate a farne parte;

8. Deliberare sull'istituzione di "Comitati Territoriali”, disciplinarne il funzionamento e designare gli associati locali chiamati a farne parte;

9. Delibera sulla costituzione e composizione del Comitato Scientifico chiamandone a far parte autorevoli personalità di comprovata conoscenza ed esperienza negli ambiti che sono base e ragione dell’Associazione.




Art. 14


Il Consiglio Direttivo è composto da undici membri di cui sei eletti dall’Assemblea degli associati.

I rimanenti cinque membri, saranno indicati rispettivamente dagli organi direttivi delle associazioni maggiormente rappresentative presenti nelle Regioni interessate al progetto e formalmente riconosciute ed indicate dal Consiglio Direttivo dell’Associazione Nazionale i Cammini di Francesco.

Al suo interno il Consiglio può attribuire ulteriori cariche o deleghe ai singoli Consiglieri.

La carica di Consigliere è gratuita.

Possono far parte del Consiglio Direttivo tutti gli associati maggiorenni che siano in regola con il pagamento delle quote associative al momento dell'elezione.

Il Consiglio Direttivo dura in carica quattro anni ed i propri componenti sono rieleggibili.

Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qual volta il Presidente o il Segretario Generale lo ritengano necessario oppure quando ne sia fatta richiesta da almeno la metà dei Consiglieri in carica.

Si costituisce validamente con la presenza della maggioranza dei suoi componenti e delibera validamente con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. A parità di voti prevale quello del Presidente.

La convocazione è fatta a mezzo lettera, fax o posta elettronica, da consegnare non meno di cinque giorni prima dell'adunanza.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono presiedute dal Presidente o in sua assenza dal Segretario Generale. La verbalizzazione delle seduta è affidata al consigliere verbalizzante per quella riunione. Di ogni seduta dovrà essere redatto apposito verbale firmato da chi ha presieduto la riunione e dal verbalizzante della stessa.

In caso del venir meno di uno o più consiglieri prima della scadenza naturale del mandato, il Consiglio provvederà alla loro sostituzione per cooptazione. I consiglieri così eletti rimangono in carica sino alla successiva assemblea degli associati, che dovrà ratificare tali nomine o effettuarne di nuove in sostituzione. Qualora per qualsiasi motivo il numero dei consiglieri si riduca a meno di cinque, l'intero Consiglio è considerato decaduto e deve essere rinnovato.


Art. 15


Al Presidente è conferita la firma e la rappresentanza legale ed amministrativa dell'Associazione di fronte ai terzi e a qualsiasi autorità giudiziaria ed amministrativa.


Art. 16


Il Segretario Generale dirige l'attività dell'Associazione e ne assicura il coordinamento e l'unità di indirizzo, nei limiti delle linee generali previste dall'Assemblea degli associati. Dirige, coadiuvato dal Consiglio, tutte le attività necessarie ed opportune per il raggiungimento degli scopi statutari e cura l'esecuzione dei deliberati dell'Assemblea degli associati e del Consiglio Direttivo. Attende alla corrispondenza e sì incarica della tenuta dei libri sociali e della predisposizione dei progetti di bilancio preventivo e consuntivo.

Al Segretario Generale è attribuita la facoltà di stipulare convenzioni con Enti e Organismi pubblici e privati per lo svolgimento delle attività statutarie.

Il Segretario Generale è eletto dal Consiglio Direttivo al suo interno e dura in carica quattro anni. Gli è attribuito in via autonoma il potere di ordinaria amministrazione e, previa delibera del Consiglio, il potere di straordinaria amministrazione.

In caso di sue dimissioni, spetta al Presidente coordinare l'attività di ordinaria amministrazione in attesa che il Consiglio Direttivo nomini il nuovo Segretario Generale. A tal fine il Presidente provvederà, senza indugio, a convocare il Consiglio Direttivo per la nomina del nuovo Segretario Generale.

Art. 17

Il Presidente convoca e presiede il Consiglio Direttivo ed i lavori dell'Assemblea dei soci e, in caso di assenza o impedimento temporaneo, è sostituito dal Segretario Generale.

Art 18


Il Presidente onorario dell’Associazione ha specificatamente cura della direzione morale e spirituale dell’attività organizzate dall’associazione, cioè dagli organi, le cui prerogative, funzioni e competenze sono disciplinate formalmente dalla normativa statutaria art 13 e 16.

Il Presidente Onorario ha perciò la facoltà di partecipare liberamente alle riunioni del Consiglio Direttivo e, qualora ne ravvisi l’esigenza, può chiedere al presidente del Consiglio Direttivo la convocazione dello stesso nel termine di quindici giorni dalla formalizzazione della motivata richiesta.


Art. 19


Il Collegio dei Revisori dei conti o il Revisore Unico vengono istituiti qualora norme di legge lo prevedano espressamente oppure qualora l'Assemblea dei Associati lo ritenga opportuno.

L'Assemblea degli Associati nomina, anche tra i non associati, uno o tre revisori dei conti effettivi ed uno o due eventuali supplenti, tra gli iscritti al Registro dei Revisori legali dei conti.

I revisori dei conti, o il revisore unico, possono assistere senza diritto di voto alle riunioni del Consiglio Direttivo, vigilano, con ampi poteri ispettivi esercitabili disgiuntamente da ciascuno dei suoi componenti, sulle entrate ed uscite di cassa, riscontrano i documenti giustificativi, esaminano preventivamente i progetti dì conto economico preventivo ed i rendiconti economici e finanziari consuntivi ed allegano ad essi la propria relazione.

I Revisori dei conti sono nominati per un triennio e possono essere rieletti.

Art. 20


Il Collegio dei Probiviri ha il compito di risolvere eventuali controversie, riguardanti il rapporto associativo, tra gli associati e fra associati ed Associazione. Esso si compone di un Presidente e di due componenti eletti dall'Assemblea degli Associati.


Art. 21


L'eventuale scioglimento dell'Associazione, con conseguente devoluzione del patrimonio sociale, dovrà essere deliberato con la presenza della maggioranza assoluta dei associati e con il voto favorevole dì almeno i due terzi degli intervenuti in Assemblea.
In tal caso, il Consiglio Direttivo dovrà nominare uno o più liquidatori i quali al termine della loro attività provvederanno alla devoluzione, secondo le indicazioni del Consiglio, del patrimonio utile residuo ad altre organizzazioni di promozione sociale, sentito l'organismo di controllo, e salvo diversa destinazione disposta dalla legge.


Art. 22

Il presente Statuto deve essere osservato come atto fondamentale dell'Associazione. Per quanto non espressamente previsto dal presente Statuto e dai regolamenti interni si fa riferimento alle norme del Codice Civile in quanto compatibili.
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