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Rieti - Belmonte - Rocca Sinibalda

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Premessa: Le distanze e i tempi di percorrenza sono del tutto indicativi.

Rieti > Belmonte in Sabina > Rocca Sinibalda = c.a. 22 Km - A piedi 5 h


Le origini di Belmonte in sabina risalgono probabilmente ai primi anni del XIII secolo, va detto che alcune testimonianze letterarie parlano di una città romana di nome Vatia o Batia, che sarebbe esistita nello stesso sito del paese.
I primi documenti che attestano l'esistenza di un "Castrum Belmontis" sono costituiti da due bolle di Papa Giovanni XXII e si riferiscono alla controversia sorta per il possesso del castello tra i fratelli Napoleone, Braccio e Giacomo "De Romangia".
E' l'anno 1353 il Registro contenente la quantità annuale di sale che ogni comunità del Lazio doveva acquistare dalla Camera Apostolica di Roma. Nell'elenco Belmonte è tenuto a prelevare "rubra salis 12" per un totale di 3,533 quintali. Calcolando che la qualità pro-capite si aggirava intorno ai 7 Kg all'anno si può affermare con buona approssimazione che il borgo fortificato di allora contasse all'incirca 250 anime.
Questo piccolo nucleo dovette incrementarsi rapidamente e intorno al 1450 i Brancaleoni di Romagna, Signori di Belmonte, possedevano territori e case a Stipes, Castelvecchio Canemorto, Ornaro e Rieti. A questa data all'interno del castello esisteva la Chiesa di San Salvatore, documentata nel 1398, e appena sotto le mura quella dedicata alla Madonna di S. Rufina. Nelle vicinanze, a sud - ovest era impiantata l'antichissima Chiesa di S. Elena "in Lumbriculo" che sino alla fine del XVIII sec. conserverà il titolo di parrocchiale, mentre a ovest si trovava il cenobio di S. Nicola, documentato dal 1153, abitato nel '200 dai frati minori. Nel 1573 il Territorio di Belmonte comprendeva ben 13 Chiese e cappelle officiate.

Rocca Sinibalda

Monumento nazionale dal 1928, il Castello di Rocca Sinibalda è lo straordinario esempio, unico in Europa, di un edificio contemporaneamente astratto e animalesco, cubista e zoomorfo: “creazione geometrica astratta, costruzione che pare tagliata con la spada” (Zander, 1955), ma anche rappresentazione architettonica di un’aquila dalle ali ripiegate per gli uni, di uno scorpione sinistro per altri, più visionari.

La contraddizione e il paradosso sono l’identità profonda del castello. Intensamente medievale, eppure grande architettura rinascimentale. Gotico eppure razionale. Cupo eppure luminoso. Poderoso strumento da guerra, eppure palazzo signorile principesco. Sobrio, severo, a tratti aspro, eppure decorato da affreschi manieristi densi di cultura classica e da grottesche cariche di capriccio e di immaginazione libera.
Castello delle metamorfosi, dove le forme, i volumi, gli spazi interni ed esterni, le immagini e le luci, le singolari collezioni, i percorsi interni diversi e insoliti costringono a non essere semplici, e a desiderare il cambiamento.

Belmonte in Sabina :
http://www.comune.belmonteinsabina.ri.it/hh/index.php
Proloco Belmonte in Sabina: http://www.prolocobelmonteinsabina.it/

Comune di Rocca Sinibalda: http://www.castelloroccasinibalda.it/homepage/


DOVE DORMIRE e MANGIARE

> http://www.prolocobelmonteinsabina.it/
> http://www.tripadvisor.it

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> https://www.airbnb.it

> http://www.tripadvisor.it/Restaurants



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