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Perugia – Assisi

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 Passigano – Perugia  Perugia – Assisi
 


Usciti da Perugia per Assisi significa avviarsi per un percorso facile facile che non presenta difficoltà particolari a parte il traffico automobilistico.
Al momento le indicazioni sono relative al tracciato più diretto e non da indicazioni su sentieri tracciati o altro. Presto però sarà fatto anche questo.
Va detto che questo itinerario è famoso per essere stato scenario di uno dei dialoghi più belli e simpatici con Frate Leone, col quale fece questo percorso nella stagione invernale al freddo e sotto acqua e neve.

Ingresso in Assisi

Le prime strutture che si riconoscono avvicinandosi ad Assisi sono La Rocca Maggiore e La Basilica di San Francesco.
Si arriva a Porta San Giacomo che, se ci si pensa ha una strana relazione magica con Francesco: i percorsi di San Giacomo e quelli di San Francesco.
Sarà un caso? Se lo è, è straordinario.
Ora non vi rimane che visitare la Basilica e godere di questa meraviglia nella quale ci si immerge completamente.
Scendete nella Basilica inferiore... siete di frnte all’immagine ufficiale di Francesco.
Ne rimarrete colpiti.
Poi proseguite nella cripta e riflettete, pregate e concentratevi perché siete accanto al Santo.
Non dimenticate di farvi timbrare il libretto prima di uscire.
Prossima visita: Santa Maria degli Angeli

ASSISI

, LA MERAVIGLIA DI ESSERE IN UN LUOGO SANTO.

Non erano passati due anni dalla morte di S. Francesco che già Frate Elia, il successore al comando dell’Ordine, riceveva in dono un appezzamento di terreno, fuori dalla porta occidentale di Assisi, un luogo scosceso del monte Subasio dove si impiccavano i malfattori e perciò chiamato il Colle dell’Inferno. Su quel luogo già maledetto sarebbe sorta una grandissima chiesa che avrebbe accolto la salma del grande Santo.
Dal Vescovado, dov’era stato ospite del Presule assisiate, San Francesco si era fatto portare, in barella, alla Porziuncola. Morì sulla terra del suo “luogo” preferito. Ma i compagni non tennero neppure un giorno la salma di S. Francesco nei pressi della chiesina. La mattina dei 4 ottobre lo ricondussero in città, passando da S. Damiano, perchè Chiara e le sue compagne ne potessero finalmente baciare le stigmate.

Da S. Damiano fu portato a seppellire nella Chiesetta di S. Giorgio, che si trovava dentro la città e nelle vicinanze della casa paterna. In quella chiesetta il 16 luglio 1228 Gregorio IX proclamò solennemente la santità del gran figlio di Assisi e il giorno dopo, invitato da Frate Elia il Papa si recava sul Colle dell’Inferno per benedire la prima pietra della nuova grande costruzione in onore del Santo.
Il 25 maggio 1230, cioè meno di quattro anni dalla morte del Santo, la chiesa inferiore era ultimata e poteva esservi portato il corpo del Santo.

Da S. Maria degli Angeli, guardando verso il Subasio, all’estremità occidentale della città si scorge nitidamente la poderosa costruzione di Frate Elia, sorretta sullo strapiombo da giganteschi contrafforti. Par quasi un edificio fortificato e suscita immediatamente l’idea di una roccaforte. E quella eretta da Frate Elia fu la materiale e spirituale roccaforte del Francescanesimo, oltre ad essere una delle più splendide manifestazioni d’arte ispirata dalla gloria del Santo assisiate.
(Dal libro: Assisi. Dove anche le pietre sono parole. Itinerario artistico/spirituale sulle orme di San Francesco, Milano 1996).

Il complesso basilicale si compone di due chiese sovrapposte – l’inferiore (1228-1230) e la superiore (1230-1253) e una cripta, scavata nel 1818, con la tomba del Santo.
Si accede alla prima dalla Piazza inferiore, delimitata da un portico del’400. Il bel portale gemino sormontato da tre rosoni. La pianta è a doppia “T”. La decorarono i maggiori pittori del ’200-’300: Cimabue, Giotto, i Lorenzetti, Simone Martini. Stupende le vetrate di Giovanni di Bonino e Puccio Capanna. Nel convento, assai notevole è il Tesoro con rari codici miniati, dipinti, reliquiari, arazzi, arredi sacri e paliotti. Interessantissima è la collezione Perkins, qui annessa.
comprende un campanile romanico del 1239 che dal Sacro Convento si innalza maestoso sulla pianura sottostante. Il Convento ospita l’Istituto Teologico, una Biblioteca ricca di codici e cinquecentine, il Tesoro, esposto nella Sala Gotica e la Collezione Perkins costituita da opere di maestri italiani, soprattutto senesi e fiorentini.

Nella chiesa inferiore nacque la grande pittura italiana, la navata conserva opere del Maestro di San Francesco; la Cappella di San Martino presenta il ciclo completo delle Storie di San Martino (1312 – 1315) dipinto da Simone Martini; la Cappella della Maddalena fu affrescata invece da Giotto dopo il 1305; il transetto destro conserva un affresco di Cimabue (1280) e otto Storie dell’infanzia di Cristo dipinta da Giotto. Nel transetto sinistro Pietro Lorenzetti dipinse, nei primi anni del XIV secolo Storie della Passione di Cristo e la celebre Madonna dei Tramonti. La crociera sopre l’altare, dipinta dal Maestro delle Vele, rappresenta la Gloria di San Francesco e le Allegorie dell’Obbedienza, Castità e Povertà.

La chiesa superiore, ad una navata, ha una semplice facciata a capanna, impreziosita da un portale gotico e da uno splendido rosone. L’interno gotico, ad una sola navata, illuminato da grandi vetrate è il prototipo delle chiese francescane. E’ impreziosita dagli affreschi di Giotto che illustrano la vita del Santo. Vi sono pure opere di Cimabue, Cavallini, Torriti e un coro ligneo di fine ’400, custodisce affreschi ancora più noti: il Presbitero fu affrescato da Cimabue, dal Maestro Oltremontano e da Jacopo Torriti. La navata fu decorata nella parte superiore con Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento.
Il registro inferiore della navata è occupato da un notissimo ciclo giottesco formato da 28 riquadri che illustrano i momenti salienti della vita di San Francesco.

Tomba di San Francesco
Scavata tra il 1818 e il 1824 con i resti mortali del santo costuditi in un urna di pietra grezza costruita dall’architetto assisano Giuseppe Brizzi in forma neo classiche e restaurata in forme neoclassiche dall’architetto Ugo Tarchi  (1925-32). Sopra l’altare, nel vano dell’antica tomba, costituita da quattro rozzi muri, si vede la semplice urna di pietra rinchiusa da sbarre in due griglie di ferro, nella quale fu trovato il corpo del santo e che tutt’ora lo contiene. Nelle nicchie all’angolo riposano le spoglie di 4 compagni di San Francesco Rufino, Angelo, Masseo e Leone. Sopra vi è una lampada in bronzo e alabastro, offerta a turno dalle Regioni d’Italia (1939) al «Santo Patrono Primario della Patria».

*** Ad Assisi è custodito un enorme patrimonio storico e artistico, non solo in superficie ma anche nei sotterranei.. Sotto la Piazza del Comune, dominata dal Tempio romano di Minerva (1 sec. a.C.), l’antico Foro romano. Da non perdere la visita alle domus romanae di Properzio e del Lararium. Un tuffo nel passato più glorioso di una Città senza tempo.


Sotto l’odierna Piazza del Comune, dominata dal Tempio romano di Minerva (1 sec. a.C.), è visitabile l’antico Foro romano che fu ritrovato nel corso di scavi compiuti nel 1836. Si accede al sotterraneo da via Portica, passando per la cripta romanica dell’ex chiesa di San Nicolò “de platea”, dove sono esposti sarcofaghi, capitelli e iscrizioni provenienti da Assisi o dagli immediati dintorni. I resti del Foro comprendono il basamento del tempio con le porte di accesso al pronao, una cisterna monumentale, un podio con i seggi per i magistrati, un tempietto tetrastilo dedicato a Castore e Polluce.
In un secondo ambiente sono conservate tre statue in marmo ritrovate nell’area del Foro e una collezione di oggetti provenienti dall’antico Egitto.


INFO: Via Portica, 2 /Tel. 075 8155077


Rocca Maggiore: imponente fortezza medievale, fu fatta costruire nel 1365 dal cardinale Egidio Albornoz, allora impegnato nella sottomissione delle principali città della penisola. È tradizione che la vetta del colle fosse occupata da una acropoli sin dall’epoca più antica, ma che fosse devastata nel 545 dal re goto Totila. La rocca fu ricostruita una prima volta in seguito alla conquista di Assisi da parte delle truppe imperiali guidate da Cristiano di Magonza (1174), per essere nuovamente abbattuta (1198) per impedire che cadesse nelle mani di un governatore  pontificio. La fortezza voluta dall’Albornoz fu più volte ampliata con l’aggiunta di bastioni, ma venne devastata dalla popolazione in seguito all’unità d’Italia (1859). I suggestivi saloni ospitano ricostruzioni tematiche ispirate alla vita mediovale.
INFO: Via della Rocca - Tel 328 3840669

Pinacoteca Comunale: Allestita nelle sale al piano nobile di Palazzo Vallemani, comprende un cospicuo patrimonio di affreschi di epoca medioevale e rinascimentale.
Nelle sale al piano nobile di Palazzo Vallemani – splendida dimora barocca dalle volte affrescate all’inizio del Seicento da pittori umbri e toscani – è esposta la Pinacoteca Comunale di Assisi, che comprende un cospicuo gruppo di affreschi di epoca medioevale e rinascimentale provenienti da edifici civili e religiosi di Assisi e dintorni, e alcuni dipinti su tavola e su tela dei secoli XIV-XVII. La raccolta fu riunita in seguito all’Unità d’Italia (1859), per porre un freno alla forte dispersione del patrimonio artistico della città con la soppressione delle corporazioni religiose. Il pezzo più importante della raccolta è una Maestà attribuita a Giotto, ma sono presenti dipinti di Puccio Capanna,Ottaviano Nelli, Nicolò di Liberatore e Pietro Perugino. Entrando nelle sale del primo piano della Pinacoteca comunale di palazzo Vallemani è allestito il “Museo della memoria, Assisi 1943-1944”, mostra sui trecento ebrei salvati grazie allo spirito dell’accoglienza francescana di Assisi.
INFO: Via San Francesco, 12 /Tel. 075 8155234



Museo della Porziuncola
Negli ambienti del primitivo convento della Porziuncola sono esposte le opere d’arte più significative del santuario, alcune delle quali risalgono ai primi tempi dell’esperienza francescana. Il museo è stato riallestito nel 2000 secondo i moderni criteri espositivi, seguendo un ordine cronologico che consenta al visitatore di ripercorre la storia...
Il Museo della Porziuncola è parte integrante dell’itinerario dei pellegrini e dei turisti che dalla Porziuncola, al Transito, alla Cappella delle Rose visitano le memorie di san Francesco presso la Basilica Papale di Santa Maria degli Angeli e offre una sosta di maggior comprensione di questi luoghi avvalendosi di documenti di archivio, di plastici e di ricostruzioni grafiche. Le sale ospitano in successione cronologica le opere che hanno reso famoso il Museo. In particolare: il Crocifisso di Giunta Pisano (1236), primo esempio in Italia di crocifisso patiens in una croce monumentale; il San Francesco e Angeli del Maestro di San Francesco (sec. XIII); una tavola raffigurante san Francesco attribuita al Cimabue; la Madonna del Latte, una splendida scultura in pietra policroma della fine del XIV secolo; un pregevole dossale in terracotta invetriata, opera magistraledi Andrea della Robbia (1475). All’interno del museo è possibile visitare anche il cosiddetto Conventino, ciò che resta delle celle primitive dei frati: esse, restaurate di recente, sono attualmente utilizzate per ospitare mostre temporanee di arte sacra contemporanea.

MUSEO DELLA PORZIUNCOLA Piazza della Porziuncola, 2 - S. Maria degli Angeli (Pg)
Tel. 075 8051419 - Fax 075 8051418 - www.porziuncola.org - museo@porziuncola.org - pagina facebook: https://www.facebook.com/museodellaporziuncola

LINK UTILI

http://www.visit-assisi.it/
http://www.turismo.regione.umbria.it/mediacenter/FE/home.aspx

DOVE DORMIRE
> http://www.tripadvisor.it

> http://www.booking.com
> https://www.airbnb.it


DOVE MANGIARE 

> http://www.tripadvisor.it/Restaurants




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