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21-10-2017 > Un grande passo avanti per i Cammini di Francesco e per l'Italia!

E' stato un importante convegno. Un grande passo avanti per i Cammini di Francesco e per l'Italia!
21/10/2017 | 21-10-2017 POPPI ( Arezzo): Un grande passo avanti per i Cammini di Francesco e per l'Italia!

E' stato davvero un importante convegno e rappresenta sicuramente l'ennesimo passo avanti verso un traguardo di grande valore culturale, storico, sociale e spirituale.  Riportiamo qui i saluti, gli interventi e le interviste agli atti della storia di questo progetto dedicato a San Francesco e all'Italia.
 
Scaletta del Convegno
ITINERARI ECOSOSTENIBILI EUROPEI: PERCORSI TRA NATURA, STORIA, CULTURA E SPIRITUALITA’
CASTELLO DI POPPI 21 OTTOBRE 2017
Obiettivi:
• FOCALIZZARE LA INELUDIBILE NECESSITA’ DI SALVAGUARDARE E VALORIZZARE LA STRETTA CORRELAZIONE TRA NATURA, STORIA, CULTURA E SPIRITUALITA’ CHE NEI SECOLI HA PLASMATO LE VITA DELLE POPOLAZIONI DELL’ITALIA CHE SI SNODA SULLA PARTE CENTRALE DELLA DORSALE APPENNINICA.
• PROPORRE L’ECOSOSTENIBILITA’ COME POSSIBILE MODALITA’ DI SVILUPPO SISTEMICO PER UNA FRUIZIONE INTELLIGENTE E PARTECIPATA DELLE RISORSE ESISTENTI.
• COINVOLGERE   TUTTI COLORO CHE VOGLIONO CONCORRERE A REALIZZARE TUTTI GLI INTERVENTI STRUTTURALI CHE POSSANO PERMETTERE LA PIENA, ARMONICA E CONSAPEVOLE  FRUIZIONE , DELL’INTERO PATRIMONIO ESISTENTE NEL PIENO RISPETTO DELLA STORIA E DELLA TRADIZIONE DEI TERRITORI.

Promotori:
PARCO NAZIONALE DELLE FORESTE CASENTINESI
ASSOCIAZIONE NAZIONALE I CAMMINI DI FRANCESCO
ASSOCIAZIONE TOSCANA I CAMMINI DI FRANCESCO

Segreteria Organizzativa:
CENTRO CREATIVO CASENTINO Onlus
Saluti Istituzionali
- Luca Toni / Sindaco di Poppi
- Lucia De Robertis / Vice Presidente Consiglio Regionale Toscana
- Massimo Bugli legge messaggio On.Leodori Pres. Consiglio Regionale Lazio
- Liviana Zanetti /Presidente APT  e Deleg. dal Pres. Consiglio Regionale Emilia Romagna
- Donatella Porzi / Presidente Consiglio Regionale Umbria
- Fabrizio Nevola legge messaggio di Padre Sabino Iannuzzi /Pres. UFME
- Arcivescovo Mons. Fontana /Vescovo Arezzo, Cortona e Sansepolcro
Introduzione 
- Jean Pierre Martinetti / Direttore Generale de La Cité de la Culture
- Giovanni Tricca / Ass.Toscana I Cammini Francesco
- Fabrizio Nevola legge messaggio del Prof. Francisco Singul /Dirigente Xacobeo de Galicia-I Cammini di Santiago
- Luca Santini /Presidente Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi
Relatori 
- On. Riccardo Nencini/Vice Ministro Infrastrutture
- Arcivescovo  Agostino Marchetto /Presidente Onorario e Presidente del Comitato Scientifico de I Cammini di Francesco
Conclusioni 
- On. David Sassoli /Vice Presidente Parlamento Europeo
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RELAZIONE di + Agostino Marchetto • Arcivescovo • Presidente Onorario Ass. I Cammini di Francesco
L’attualità del Messaggio di papa Francesco sulla tutela e valorizzazione dell’ambiente: il Vangelo della creazione nei cammini dell’itineranza.

Non solo è attuale, ma anche continuo il Messaggio di papa Francesco circa “la cura della casa comune”, come egli identifica l’ambiente, il creato, nella sua Lettera Enciclica “Laudato si’”. Con essa, a pieno titolo, la dimensione “tutela e valorizzazione dell’ambiente”, come si esprime il tema che mi si è affidato, entra di pieno – ripeto – diritto anche nei grandi impegni del cristiano, oltre che degli uomini e donne di buona volontà.
Considerando i 10 minuti concessimi, a tale importante documento (è una Lettera Enciclica), dedicherò attenzione non all’intero testo ma al capitolo II° dal titolo “il Vangelo della creazione” dove trovo l’aggancio più evidente con i cammini dell’itineranza che per noi, per la nostra Associazione, sono i cammini di Francesco, colui il quale per antonomasia si può considerare araldo di tale Evangelo, inteso come lieto annuncio, materia di contemplazione religiosa o laica, sorgente di “cura per la casa comune”.
I punti di coagulo di tale secondo capitolo cominciano con “la luce che la fede offre”. I miei fratelli e sorelle in umanità non credenti saranno  indulgenti con me se inizio con  richiamare la fede. Del resto ormai ci si rende di nuovo conto che è almeno un elemento importante per moltissime persone umane oggi, da cui dipende addirittura la pace e l’equilibrio mondiale e il pieno sviluppo del genere umano, nonché un’ecologia integrale.
Per il Papa è cioè necessario ricorrere anche alle diverse ricchezze culturali dei popoli, all’arte e alla poesia, alla vita interiore e alla spiritualità per la cura della casa comune. Nessun ramo delle scienze e nessuna forma di saggezza può essere trascurata, nemmeno quella religiosa con il suo linguaggio proprio, così ben usato da S. Francesco. “I cristiani poi, in particolare avvertono che i loro compiti all’interno del creato, i loro doveri nei confronti della natura e del Creatore sono parte della loro fede” (Giovanni Paolo II).
Senza riproporre qui, come secondo coagulo, l’intera teologia della Creazione rimandiamo ai grandi racconti biblici sul rapporto dell’essere umano con il mondo, alla Genesi, da cui emerge l’immensa dignità di ogni persona umana che “non è soltanto qualcosa, ma qualcuno”. “Ciascuno di noi è voluto, ciascuno è amato, ciascuno è necessario” (Benedetto XVI).
I racconti della creazione nel libro della Genesi, nel loro linguaggio simbolico e narrativo, suggeriscono che l’esistenza umana si basa su tre relazioni fondamentali strettamente connesse: la relazione con Dio, quella con il prossimo e quella con la terra. Qualcuno aggiunge e io lo sono, la relazione con se stesso. Ma con il peccato la relazione originariamente armonica tra essere umano e natura si è trasformata in un conflitto  (Gen. 3, 17-19), una rottura. Per questo è significativo che l’armonia cha San  Francesco viveva con tutte le creature sia stata interpretata come un superamento di una rottura.   Ricordiamoci che non siamo Dio! La terra ci precede e ci è stata data. I testi biblici ci invitano a “coltivare e custodire il giardino del mondo (cfr. Gen. 2, 15). Custodire vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare, tutelare e garantire la continuità della fertilità della terra per le generazioni future.
Gli scritti dei Profeti ci invitano a ritrovare la forza nei momenti difficili contemplando il Dio potente che ha creato l’universo. E cosa fa l’itinerante, il camminante, il pellegrino se non contemplare, guardare con ammirazione sia pur con fatica?
Nel terzo coagulo del suo pensiero Papa Francesco cerca di balbettare sgranando gli occhi dello spirito davanti al mistero dell’universo. Se è così, il verbo balbettare non è dispregiativo, e qui molti anche non credenti ci raggiungono nel cammino. L’aggancio è ancora la creazione, ma più che natura perché ha da vedere con un progetto dell’amor di Dio, un dono “dell’amor che muove il sole e l’altre stelle” (Dante Alighieri). Ma il pensiero ebraico-cristiano ha demitizzato la natura, non le ha più attribuito un carattere divino, essa è lo scenario, il luogo  dell’appassionante e drammatica storia umana.  E vi è la giusta, legittima autonomia delle realtà terrene (Gaudium et Spes 36), pur essendo chiamato l’essere umano a ricondurre tutte le cose al loro Creatore.
Il IV coagulo di pensiero gira attorno al messaggio di ogni creatura nell’armonia di tutto il creato. È un messaggio e su ciò mi fermo per passare alla V scansione, di “Una comunione universale”, sublime, una sorta di famiglia universale (v. il mio libro-intervista a Marco Roncalli, dal titolo “La Chiesa e i Migranti. Per una sola famiglia umana”).
Il sesto coagulo concerne invece un tema fondamentale della dottrina sociale della Chiesa, cioè “La destinazione comune dei beni” poiché “la terra è essenzialmente una eredità comune, i cui frutti devono andare a beneficio di tutti… Dio ha creato il mondo per tutti. Di conseguenza ogni approccio ecologico deve integrare una prospettiva sociale che tenga conto dei diritti fondamentali dei più svantaggiati”. Su ogni proprietà privata grava sempre un’ipoteca sociale (Giovanni Paolo II).
Per concludere, l’ambiente è un bene collettivo, patrimonio di tutta l’umanità e responsabilità di tutti. Come può dunque “un venti per cento della popolazione mondiale consumare risorse in misura tale da rubare alle nazioni povere e alla future generazioni ciò di cui hanno o avranno bisogno per sopravvivere”?
Per la scansione ultima del II° capitolo dell’Enciclica, su “Lo sguardo di Gesù”, colgo soltanto una affermazione basilare, la seguente: “Secondo la comprensione cristiana della realtà, il destino dell’intera creazione passa attraverso il mistero di Cristo, che è presente fin dall’origine: ‘Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui’ (Col. 1, 16) scrive S. Paolo”.
E qui penso indicato il perché in Francesco d’Assisi il cammino della creazione, “i cammini di Francesco a cui la nostra Associazione si rifà, per metterne insieme i vari pezzi, in Italia, passando poi in Francia e congiungendosi in Spagna verso Santiago de Compostela, è al tempo stesso cammino cristiano, incontro con Cristo, identificazione con lui fino al segno delle stigmate, sigillo della sua “pietas”.
Questi pensieri sulla casa comune, l’ambiente, che abbiamo raccolto in 10 minuti alla fonte doppiamente francescana della “Laudato si’”, non pensate che possano essere di grande aiuto per chi intraprende l’itinere di Francesco, o portante altro nome, per disporsi, come frutto dell’andare, specialmente camminando, a tutelare e valorizzare l’ambiente? Si attuerebbe così più facilmente il Vangelo, il messaggio della creazione grazie ai cammini meditativi, contemplativi dell’itineranza, per noi un “segno dei tempi”.  Grazie!
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SALUTO di Fra Sabino Iannuzzi • Presidente UFME
Alla cortese attenzione del Dott. Fabrizio Nevola (segretario generale dell’Associazione “I Cammini di Francesco”)
Impossibilitato ad intervenire personalmente al Convegno Internazionale “Itinerari Ecosostenibili Europei. Percorsi fra natura, storia, cultura e spiritualità”, che state tenendo al Castello di Poppi (AR), per concomitanti
impegni istituzionali, attraverso questo mio scritto, è vivo il desiderio di portare il saluto agli intervenuti da parte dell’Unio Fratrum Minorum Europae (UFME), che mi pregio di rappresentare come Presidente.
L’occasione di questo vostro Convegno mi permette di condividere quanto vissuto dal 27 al 29 settembre u.s. a Lucca, insieme al Segretario generale dell’UFME p. Paolo Maiello ed ai due tecnici Dott. Roberto Luzi e Dott. Andrea Nardone, con la partecipazione al VII Forum degli Itinerari culturali indetto dal Consiglio d’Europa ed in particolare con la presentazione del Progetto “L’itinerario europeo del Sapere e i Cammini di Francesco”.
Un itinerario che ha l'obiettivo di ripresentare il cammino del cittadino europeo - con l’attenzione privilegiata per le giovani generazioni - attraverso la riscoperta dei valori fondanti la cultura europea sorti intorno alle esperienze delle prime università d'Europa fondate e fortemente segnate dalla presenza di autorevoli docenti e pensatori francescani, come ad esempio: Roma, Parigi-Sorbona, Salamanca, Oxford, Siena, Bologna, Cracovia.
L'Itinerario offrirà, attraverso cammini fisici ed immateriali, la possibilità di recuperare le radici della cultura europea per superare i muri costruiti da egoismi nazionalisti e sterili individualismi, aprendo vie del sapere per un dialogo costruttivo e sostenibile.
Attraverso la creazione di una rete dialogico-comunicativa-elaborativa tra le antiche università d'Europa ed il confronto accademico di docenti e studenti, si desidera tornare a dare vita al DNA della nostra costituzione culturale europea, che mostra nei valori del rispetto, della accoglienza, della libertà e della pace, le sue radici di ieri e la sua vita di oggi, al fine di elaborare nuovi sentieri per il domani.
Francesco d’Assisi e i suoi seguaci, in tal senso hanno dato un notevole contributo a questo cammino umano e virtuoso, mostrando come il rispetto ed il dialogo, ispirati da un’ecologia umana ed ambientale, siano valori indispensabili per la costruzione di un’Europa, casa comune accogliente, capace di esprimere abbracci di fraternità.
Questo progetto dell'UFME coglie e sviluppa tutta l'esperienza delle vie italiane di Francesco d'Assisi attraverso la piena collaborazione ed il partenariato primario con l'Associazione “i Cammini di Francesco”.
“Natura, storia, cultura e spiritualità”, considerati elementi fondativi e soprattutto protagonisti per una qualità di vita a servizio di itinerari ecosostenibili, intrecciati tra loro come “percorsi”, ci offrono la possibilità di recuperare la bellezza della “custodia del creato”, che continuamente deve orientare la vita del viandante verso mete significative di pellegrinaggio ed intineranza umana, tanto care al Santo di Assisi.
Complimentandomi con gli organizzatori di questo Convegno internazionale, augurando una proficua ricerca, saluto tutti con le parole di Francesco d’Assisi: Pace e Bene!
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ASTRACT DELL’INTERVENTO DELL’ON. DAVID SASSAOLI
Vice Presidente del Parlamento Europeo

Il vicepresidente del Parlamento europeo David Sassoli ha evidenziato la peculiarità di questi territori naturalistici ricchi di storia, cultura e spiritualità e ha esortato i singoli promotori dei percorsi a realizzare un unico progetto, comune e condiviso anche da altri partner europei, perché solo in tale modo potrà essere promosso e supportato in sede comunitaria.
In particolare Sassoli ha sottolineato l’importanza di unire i due progetti legati alla figura di San Francesco: quella dei cammini fisici e quella dei cammini del sapere. Questo permetterebbe il coinvolgimento nel progetto delle più antiche università europee – tra queste Bologna, Salamanca, Oxford, Sorbona  e altre– le cui fondamenta poggiano sul contributo di pensiero francescano. Un’idea suggerita dalla presidente Silvia Costa e che ha trovato il sostegno dell’Unione dei frati minori europei.
In un momento storico in cui l’Europa costruisce muri invece di strade come ha fatto nei millenni precedenti -ha affermato Sassoli - questi progetti rappresentano strumenti di crescita personale e di conoscenza e contribuiscono a rafforzare l’identità europea in un momento in cui le sfide globali mettono a dura prova la nostra tenuta”.
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RELAZIONE di Francisco Singul • Presidente Xacobeo Galicia del Camino de Santiago
La realtà patrimoniale e culturale dei Cammini di Francesco, riconosciuta come un singolare prodotto della storia dell’ Occidente, rappresenta oggigiorno un modello creativo e cosmopolita consacrato ad una esperienza collettiva di pellegrinaggio, turismo culturale, ambientale e scambio di idee e progetti, tutti elementi questi senza dubbio vitali, per la costruzione di una Europa unica.
Gli stimoli culturali diffusi tramite questi itinerari di comunicazione, acquisirono nel tempo sempre più forza, grazie alla capacità di trasmissione dei pellegrini stessi. 
Un tale dinamismo determinò nei Cammini il sorgere di un luogo singolare di culto e cultura  in cui grandi opere d arte ed architettura costituiscono ancora oggi una impresa colossale che esprime, come nessuna altra manifestazione culturale, le conquiste della comunità cristiana bassomedioevale.
Come è ben noto, l’atto del pellegrinare verso un luogo sacro è una manifestazione caratteristica di quasi tutte le religioni e di tutti i tempi. Inoltre, nel caso del viaggio,attraverso gli itinerari francescani, come per il Cammino di Santiago, il pellegrinaggio diviene esso stesso metafora della vita terrena in accordo con quanto espresso dalla spiritualità agostiniana, in gran voga in Occidente durante il XIII secolo. 
In tal modo, questo pellegrinaggio devoto, rappresenta lo sforzo collettivo dell’ umanità durante il suo transito nel mondo materiale; il cammino che conduce alla patria celeste dalla quale proviene l’uomo e verso la quale si rivolge dopo un soggiorno temporaneo ed effimero nel mondo terreno. 
Noi siamo certi della validità di questa rete dei Cammini di Francesco, diventato ALTE CHRISTUS come avvocato delle anime dei fedeli e dei pellegrini. 
Non possiamo dimenticare inoltre, il lavoro dei suoi fratelli, che sin dalle origini dell’ Ordine, si insediarono e fondarono molte università nelle varie città lungo il percorso verso Santiago de Compostela con la creazione anche di altri Cammini europei. 
Ricordiamo che il messaggio di speranza insito nei valori francescani di pace e concordia e, molto vicino allo spirito di Santiago, sia veramente utile in questi giorni in cui vogliamo creare un nuovo ITINERARIO CULTURALE EUROPEO.
La vitalità del pellegrinaggio e la forza culturale dei Cammini di Francesco, non rappresentano solo un patrimonio esclusivo appartenente ad un unico periodo storico.
Supera bensì l'ambito Medioevale e sì manifesta come un fatto spirituale e culturale che si adatta ad una sensibilità universale ed aperta. 
L identità culturale europea e l 'ecumenismo spirituale dei primi decenni del XXI secolo, facilmente rilevabile lungo gli itinerari culturali e devozionali come il Cammino di Santiago sono il riflesso della straordinaria capacità di questi percorsi di rispondere a tutte le sensibilità spirituali e a tutte le manifestazioni religiose e laiche della cultura contemporanea.
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SALUTI di Daniele Leodori • Presidente Consiglio Regionale del Lazio
Egregio dott. Nevola,
è con forte rammarico che non potrò prendere parte alla più che lodevole iniziativa organizzata, tra gli altri, dali' Associazione nazionale I Cammini di Francesco e dal Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Carnpigna, che intreccia, in questa giornata di lavori, terni a me molto cari quali la sostenibilità ambientale, il patrimonio storico dei nostri territori e la spiritualità, nel segno di un progetto di alta caratura europea.
Le chiedo pertanto di portare ai Suoi ospiti e a tutti i partecipanti i miei saluti e i miei complimenti per quanto fatto finora per la diffusione dei valori culturali e religiosi, e per la passione, l'impegno e la dedizione messi in campo in questi anni per federare i Cammini di Francesco già esistenti ed ottenere l'alto riconoscimento di Itinerario Culturale Europeo.
Nella società in cui vivtarno, sempre più frammentata, smarrita e divorata da egoismi personali e da spinte centrifughe, un progetto come questo si pone coraggiosamente in controtendenza: fare rete, federare, unire i territori nel segno di un progetto comune è la chiave di volta per la costruzione di un'identità condivisa in cui possano riconoscersi sempre più le nuove generazioni. E' per i giovani, per il loro futuro, che dobbiamo continuare a lavorare, tutti insiemele istituzioni regionali, la politica, l'associazionismo religioso, - al consolidamento delle nostre radici e della memoria collettiva: e non v'è dubbio che recuperare il significato storico e spirituale del pellegrinaggio nei borghi e nei luoghi dell'Italia centrale, sulla scia del passaggio di San Francesco d'Assisi, possa contribuire alla costruzione della spina dorsale di una nuova identità dei territori che questo itinerario attraversa.
Nell'esperienza di ognuno di noi, percorrere un cammino è una scelta personale che può essere vissuta come alto momento di fede, come forma di turismo lento e sostenibile, come viaggio attraverso piccoli borghi antichi per riscoprire le tradizioni del passato. E' comunque un'azione dal forte significato, che non ci lascia indifferenti ma che anzi accresce la nostra essenza. Al termine del nostro percorso ci ritroviamo in qualche modo diversi. E' accaduto anche a me, nel percorrere l'importante Cammino di Santiago, e sono certo accadrà a tutti coloro che attraverseranno il nuovo itinerario europeo dei Cammini di Francesco. Dal Consiglio regionale del Lazio, che mi onoro di presiedere, confermo il pieno supporto alle iniziative in corso. Con profonda stima Daniele Leodori
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SALUTO DI VINCENZO CECCARELLI • Assessore alla Mobilità e alle Infrastrutture • REGIONE TOSCANA
Carissima Annalisa*,
purtroppo, dopo attenta verifica, devo prendere atto che, causa un impegno precedente, non riuscirò a presenziare alla vostra bella iniziativa. Colgo l'occasione per augurare a te e a tutti gli organizzatori la migliore riuscita di questo evento che sento come del tutto coerente con l'impegno con il quale sto portando avanti il mio lavoro, nel senso di una mobilità sempre più sostenibile. Nei giorni scorsi abbiamo salutato i nuovi treni Jazz che percorreranno la ferrovia Arezzo-Stia, creando ulteriori condizioni per sviluppare una prospettiva di ferrovia che serva per la mobilità dei cittadini e per la promozione turistica.
Con lo stesso impegno stiamo sostenendo la realizzazione della Ciclopista dell'Arno, che rappresenterà una grande opportunità di sviluppo per questa vallata, anche in connessione con gli altri itinerari ciclabili e con la  rete sentieristica. Per mettere a sistema queste opportunità, nel 2015 abbiamo firmato anche un protocollo d'intesa con i comuni del territorio, creando la cornice per sviluppare la progettualità locale. In questo senso vogliamo continuare a impegnarci, raccogliendo anche gli stimoli che possono venire da iniziative come questa.
Concludo con un saluto, che ti prego di estendere anche a tutti i partecipanti all'iniziativa. Cordialmente. Vincenzo
* Arch. Annarisa Baracchi • Presidente del CENTRO CREATIVO CASENTINO Onlus e coordinatrice dell'evento per I Cammini di Francesco.
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